Mission e vision
Dalla punizione del debitore insolvente alla riabilitazione del debitore incolpevole.
«Se vuoi essere migliore, devi essere diverso»
Chi siamo e come siamo organizzati
L'Associazione Nazionale «I Diritti del Debitore» è un Ente del Terzo Settore senza fini di lucro (D.Lgs. 117/2017) che persegue finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. Costituita a Catania nel dicembre 2012, da allora promuove la nascita di Organismi di Composizione della Crisi da sovraindebitamento presso gli Enti Locali.
Il primo Comune in Italia autorizzato dal Ministero della Giustizia a costituire un Organismo è stato Acireale (P.D.G. n. 6), su iniziativa del Presidente dell'Associazione.
Una struttura federale per
- promuovere il diritto di ogni persona a un dignitoso tenore di vita;
- sostenere la continuità delle attività d'impresa;
- contrastare l'emarginazione sociale del debitore insolvente incolpevole;
- combattere le illegalità generate dal bisogno da debito, come l'usura e il gioco d'azzardo patologico;
- costruire con le associazioni di categoria e del Terzo Settore una rete solidale a sostegno delle imprese;
- favorire la nascita in tutta Italia di associazioni territoriali con le stesse finalità , federate con l'Associazione Nazionale;
- favorire la costituzione di Organismi di Composizione della Crisi presso gli Enti Pubblici;
- diffondere la conoscenza degli strumenti per uscire dal sovraindebitamento previsti dal Codice della Crisi.
L'Associazione, titolare del marchio «I Diritti del Debitore», ha sviluppato protocolli operativi e un modello organizzativo per il funzionamento degli Organismi, che le associazioni territoriali federate si impegnano a utilizzare. Ogni Organismo della rete conserva la propria autonomia giuridica ed economica.
Il bisogno: una crisi da debito diventata fenomeno sociale
Dopo oltre un decennio di crisi economica, aggravata dalla pandemia e dall'aumento del costo della vita, il sovraindebitamento ha assunto in Italia la dimensione di un fenomeno di massa che frena la ripresa. Quando i flussi di liquidità si interrompono, molte imprese non hanno più le risorse per riattivare il proprio ciclo economico, e molte famiglie non riescono più a far fronte agli impegni presi.
Contributi e garanzie pubbliche sui nuovi prestiti non bastano: le regole bancarie, nazionali ed europee, impediscono di finanziare chi è già in crisi o insolvente, e aggiungere debito al debito non risolve lo squilibrio. Senza affrontare lo squilibrio strutturale tra il reddito prodotto e gli impegni assunti, nessuno può tornare a pagare.
Nel nostro Paese la tecnica del «congelamento» e della ristrutturazione del debito è sempre stata usata per salvare grandi aziende e banche, o per consolidare i debiti del settore agricolo. Famiglie e piccole imprese hanno bisogno di strumenti analoghi, applicati con rigore, trasparenza e nell'interesse comune del creditore e del debitore.
La risposta: il riequilibrio solidale del debito
Lo strumento esiste già . Introdotto dalla Legge 3/2012 (la cosiddetta «Legge Centaro») e oggi disciplinato dal Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza (D.Lgs. 14/2019, in vigore dal 15 luglio 2022), consente di ristrutturare il debito abbattendolo e dilazionandolo fino a renderlo compatibile con il reddito.
Il cambio di prospettiva è culturale: se la vecchia legge fallimentare puniva il debitore insolvente escludendolo dal tessuto sociale, il Codice persegue la continuità aziendale e mette al centro la persona, salvaguardando il reddito necessario a un dignitoso tenore di vita. Il diritto del creditore — Fisco compreso — a recuperare almeno una parte del credito si bilancia con il diritto del debitore incolpevole a pagare quanto possibile.
La ricerca di questo equilibrio è affidata agli Organismi di Composizione della Crisi (OCC), che possono essere costituiti da Ordini professionali, Enti Locali, Camere di Commercio e Università pubbliche. Sono regolati dal D.M. 202/2014, autorizzati e vigilati dal Ministero della Giustizia. Le proposte, accompagnate dalla relazione del Gestore della Crisi, sono sottoposte al Tribunale, che con l'omologazione può sospendere le azioni esecutive in corso e impedirne di nuove.
Dal sovraindebitamento alla povertà : la prevenzione dell'usura come prioritÃ
Tutto nasce dal sovraindebitamento, che genera povertà . Dentro il nostro impegno contro la povertà , la prevenzione dell'usura è prioritaria: il debito non pagato è l'anticamera dell'usura.
Scopri che cosa facciamo contro l'usuraL'organizzazione della risposta
L'esperienza maturata in questi anni ci ha mostrato quanto il fenomeno sia esteso e profondo. Le persone in crisi da debito sono al tempo stesso vittime e possibile veicolo di illegalità : il bisogno genera vergogna ed emarginazione e alimenta l'usura e le dipendenze. Per questo serve una risposta strutturata, di rete, in collaborazione con gli Enti Pubblici: un vero servizio di segretariato sociale per il debito.
Il Modello Organizzativo dell'Associazione
I professionisti e le associazioni interessati a conoscerlo possono farne richiesta motivata, sottoscrivendo un patto di riservatezza. L'Associazione Nazionale valuta ogni richiesta e decide in autonomia sulla concessione.
